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Religione che vai, usanza che trovi. Matrimoni e cerimonie per tutti

Ogni religione ha la sua tradizione. Anche, e soprattutto, quando si tratta di matrimoni e festeggiamenti.

Religione che vai, usanza che trovi. Matrimoni e cerimonie per tutti

E se, dunque, per la Chiesa cattolica siamo di fronte ad un sacramento, celebrato sui principi di fedeltà, libertà, indissolubilità e fecondità, nel melting pot in cui viviamo sembra ormai necessario conoscere anche le altre usanze e scoprire come si vive uno dei giorni più importanti della propria vita nelle altre religioni.

Procediamo quindi con l’Islam, di certo tra le confessioni più diffuse al mondo. Usanza vuole (ad esempio in Iran) che gli sposi, al momento del fatidico ‘sì’, ritrovino la loro immagine riflessa in uno specchio porto dai parenti davanti a loro, seduti su degli scranni rialzati. Gli sposi non ricevano alcun regalo, bensì sono loro a porgerli agli invitati. In Afghanistan, invece, gli invitati maschi cospargono di petali di fiori gli sposi, mentre le donne regalano una sciarpa che li avvolgerà, come simbolo di indissolubilità.

Che si fa invece in occasione di un matrimonio ortodosso? Lo sapevate che, per questa religione, ci si può fidanzare e sposare nello stesso giorno? Un evento teatrale e simbolico allo stesso tempo, da celebrare solo di sabato. Lo sposo si reca in casa della sua promessa per effettuare un pagamento simbolico della donna, seguendo un rito molto antico. È in quel momento che lei regala al suo futuro sposo un oggetto cucito da lei. All’entrata in Chiesa, insieme ai testimoni, il sacerdote benedice tre volte gli sposi, consegnando loro un cero acceso. All’altare, gli sposi trovano gli anelli, in oro per lui e in argento per lei. Entrambi verranno incoronati, accanto alla tetrapodion: le corone potranno essere fatte di fiori e foglie o ricche di oro e pietre. Una volta pronunciato il ‘sì’, gli sposi vengono fatti girare tre volte intorno all’altare e legati da un nastro che li unirà simbolicamente per sempre.

Altrettanto simbolica è la celebrazione del matrimonio per i buddisti. Gli sposi e i testimoni bevono tre sorsi di sakè da tre tazze diverse, che rappresentano il passato, il presente e il futuro. La sposa solitamente non indossa l’abito bianco, perché quest’ultimo in Asia è il colore del lutto. I fiori, in questa religione, sono fondamentali: dalle collane agli ornamenti, fino a comporre prati verdi e coloratissimi tappeti, conciliano l’armonia e la serenità. Molto simile, per la sfera mistica, il matrimonio induista, nel quale sono le forze del bene a prevalere su quelle del male. Gli sposi stanno seduti su un trono e vengono ricoperti, dagli invitati, da benaugurali petali di fiori gialli

Il matrimonio ebraico, poi, si sviluppa in due momenti: “Kiddhushin” e “Nessu’in”. Nel Kiddhushin, lo sposo regala l’anello alla sposa, o le dona una moneta d’oro. Nel Nessu’in, invece, entrambi gli sposi celebrano la benedizione del vino, quando bevono da una coppa, simbolo di unione eterna. A quel punto è il momento dell’approvazione da parte dei genitori, i quali, con la loro benedizione, esprimono la profondità degli affetti e della continuità familiare. Anche nel matrimonio ebraico la sposa indossa una corona o una ghirlanda di fiori profumati.

E per i Testimoni di Geova? Anche se la cerimonia risulta semplice, c’è sempre spazio per abiti adatti e l’occasione e soprattutto per il bouquet floreale, composto come più aggrada alla sposa e in coordinato con la sua mise. Il matrimonio per loro può essere celebrato in una Sala del Regno oppure al Comune. Nel primo caso, viene pronunciato un discorso di circa 20 o 30 minuti da un ministro di culto che, alla fine, fa scambiare gli anelli. Spesso le sale sono volutamente spoglie architettonicamente, dunque di sceglie di realizzare composizioni floreali con l’aiuto di strutture metalliche o in vimini. Alla fine della cerimonia si canta un cantico. Importantissimo il momento del pranzo, dove è obbligatorio recarsi per tutti gli invitati.

Infine, ma non certo per ultima, la cerimonia per gli Evangelisti. Tale confessione, molto diffusa anche in Italia come le altre citate in questo articolo, prevede lo scambio degli anelli sull’altare, la lettura di alcuni passi della Bibbia e l’offerta dalla comunità per la nuova coppia. Al termine, gli sposi pregano e cantano per la benedizione finale, accompagnati dalla presenza festante degli invitati. In questo caso sarà importantissimo addobbare con dei fiori il locale adibito per le nozze, dove di solito, per confessione, non sono presenti tutte le sculture, le candele e gli ornamenti tipici delle chiese cattoliche. Ampio spazio, quindi, a ghirlande e composizioni con fiori dalle tonalità chiare per donare luminosità. Molto belle anche le composizioni su alzata poste lungo i banchi e le sedie.

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